Domenica 6 aprile: giornata di racconta fondi per Nyumba Yetu

La Delegazione Diocesana per la missione agrigentina in Tanzania e il centro missionario dell’Arcidiocesi di Agrigento promuovono la raccolta di fondi per Nyumba Yetu, casa di accoglienza per bambini orfani e vittime di AIDS della Missione di Ismani in Tanzania.

La campagna è sostenuta dall’Arcidiocesi di Agrigento e da tutte le parrocchie della diocesi.

Carissimi,

i quaranta giorni che ci preparano alla Pasqua di risurrezione costituiscono un tempo di grazia e di conversione da vivere tenendo sempre vivo il tema del nostro Piano Pastorale “… e si prese cura di lui” ed in particolare il tema del tempo di Quaresima, “gli fasciò le ferite”.

Anche quest’anno, si rinnova il nostro appuntamento diocesano con la Quaresima di Fraternità. La quinta Domenica di Quaresima, il 6 aprile, sarà dedicata al sostegno, attraverso la preghiera e la solidarietà, dei nostri fratelli tanzaniani. La nostra presenza a Ismani continua nella collaborazione con il vescovo di Iringa e con il parroco locale, p. Hermann in tanti progetti a favore della popolazione, ma in particolare nella cura dei bambini malati e orfani dell’AIDS che ospitiamo nella casa Nyumba Yetu.

Nell’occuparci di loro con amore e attenzione siamo grati al Signore per i frutti che raccogliamo ogni giorno: i bambini – nonostante la loro condizione di salute – crescono bene e sono sereni, circondati dalle cure della nostra volontaria fidei donum Lina Russo, delle missionarie laiche dell’A.L.M. di Roma e dei frati della Diocesi di Iringa.

La positività di questo impegno condiviso tra Diocesi si riflette anche nella relazione con la popolazione locale: la gente segue e sostiene le attività della Casa e collabora alla crescita dei bambini. Nyumba Yetu è ogni giorno di più uno spazio dove missionari, volontari, famiglie e singoli parrocchiani si incontrano, condividono le gioie e le sofferenze quotidiane, si impegnano insieme per guardare al futuro.

In una Quaresima animata dallo spirito di Fraternità, l’augurio è che ciascuno di noi trovi nel buon samaritano l’esempio a cui guardare nel chinarsi verso questa realtà, per guardarla con fraterno amore e per avere cura delle sue ferite.

Vi chiedo, inoltre, di tenere viva l’attenzione alla missio Ad Gentes, in vista di una nuova esperienza di cooperazione missionaria con un’altra giovane Chiesa, che spero la nostra Chiesa Agrigentina farà presto. La Missio ad gentes dice che nessuna comunità cristiana sarà capace di fare un proprio rinnovamento se non si porrà in relazione a comunità cristiane “altre” e “lontane” che siano in grado di fare da specchio.

“Sogno una scelta missionaria capace di trasformare ogni cosa, perché le consuetudini, gli stili, gli orari, il linguaggio e ogni struttura ecclesiale diventino un canale adeguato per l’evangelizzazione del mondo attuale, più che per l’autopreservazione. La riforma delle strutture, che esige la conversione pastorale, si può intendere solo in questo senso: fare in modo che esse diventino tutte più missionarie, che la pastorale ordinaria in tutte le sue istanze sia più espansiva e aperta, che ponga gli agenti pastorali in costante atteggiamento di “uscita” e favorisca così la risposta positiva di tutti coloro ai quali Gesù offre la sua amicizia.

(Evangelii Gaudium, 2013, n. 27)

La generosità sia segno di un cuore che si allarga e che sa amare superando ogni confine di nazione, popolo e lingua.

don Franco Montenegro + Arcivescovo

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