Le origini: la Missione di Ismani

I primi contatti tra la diocesi di Agrigento e quella di Iringa, in particolar modo con i Padri della Consolata, furono avviati da Mons. Giuseppe Burgio che a pieno titolo può essere definito il promotore della parrocchia in Tanzania, fondata nel 1966.

In seguito, tra i vescovi di Agrigento (Mons. Giuseppe Petralia) e di Iringa (Mons. Mario Mgulunde) venne stipulata una convenzione.

I primi due sacerdoti agrigentini in partenza per la missione furono Don Saverio Catanzaro e Don Saverio Taffari. La consegna del Crocifisso, datata 4 novembre 1972, è avvenuta nella chiesa di S. Domenico in Agrigento per le mani di sua eminenza il Card. Angelo Rossi, prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli. Il Papa si rese presente con un telegramma.

Il Vescovo di Iringa accolse i due missionari con grande affabilità e con senso di gratitudine e scrisse così a Mons. Giuseppe Petralia:

Ecc. Rev.ma, con grande gioia ho accolto i padri Saverio Catanzaro e Saverio Taffari da Lei mandati come espressione missionaria della sorella Chiesa Agrigentina e della fraterna collaborazione delle nostre due Chiese locali… Vogliamo sperare che questo invio di missionari, estendendosi anche alle Religiose e ai Laici, sia più frequente e più generoso dell’aiuto materiale di cui i vostri due missionari mi hanno parlato e per il quale ringrazio i Suoi rev.mi Sacerdoti, le Comunità Religiose e i fèdeli

Dal 12 luglio al 5 agosto del 1976, in occasione del decennale della fondazione della parrocchia di Isimani, Mons. Giuseppe Petralia visita la missione, dove da tre anni operano i due sacerdoti agrigentini. Constata con viva soddisfazione i frutti crescenti del lavoro svolto dai due missionari, che hanno costruito chiese, dispensari, scuole, impianti per la macinazione del mais (alimento base per la popolazione) e per il filtraggio delle acque del fiume, insegnano le norme per la pulizia e l’igiene, promuovono l’agricoltura e il giardinaggio, intervengono nei casi frequenti ed estremamente pietosi di denutrizione, di fame e di malattia; sono considerati consiglieri e pacieri ascoltati e riveriti molto più dello stregone, che esercita ancora un forte prestigio sui pagani come “sacerdote, guaritore e mago”. Ma soprattutto i due missionari, coadiuvati dai numerosi catechisti della parrocchia, si dedicano alla predicazione del vangelo e alla catechesi.

Intanto, ai due primi missionari se ne aggiunge un terzo: don Angelo Burgio che, il 3 novembre 1979, nella concattedrale di S. Domenico in Agrigento, in occasione del XV anno di consacrazione episcopale di Mons. Petralia, riceve il Crocifisso e il Vangelo.

Nel novembre del 1980, Mons. Luigi Bommarito, nuovo vescovo di Agrigento, si reca a Ismani in visita pastorale. La visita segnò il ritorno in diocesi di Don Saverio Taffari.

Nel 1981 ai missionari di Isimani si aggiunge Don Filippo Mammano, sacerdote della diocesi di Nicosia. Vi rimarrà per alcuni anni (fino al 1990), prima di andare come parroco in un’altra missione (Ilula) con la quale la sua diocesi ha deciso di gemellarsi. Nel novembre dello stesso anno un altro sacerdote agrigentino raggiunge Ismani: Don Ignazio Giunta che vi rimarrà fino al mese di agosto 1987.

Il I° agosto 1982 è un’altra data importante: Mons. Mario Mgulunde consacra la nuova chiesa parrocchiale d’Isimani. La costruzione è stata resa possibile grazie all’opera indefessa dei nostri missionari, in particolar modo per la tenacia e il dinamismo di Don Saverio Catanzaro.

In una lettera scritta dai missionari e indirizzata ai fedeli di Agrigento, si legge:

Se si è riusciti a completare questa grande costruzione è stato per il rilevante aiuto che ci è giunto da tutti voi, per cui sorge spontaneo un sentimento di gratitudine per tutti voi con la preghiera al Signore che vi ricambi con tanti doni spirituali e materiali ogni giorno della vostra vita“.

Intanto, nella mente del Vescovo Mons. Bommarito si fa strada l’idea di accettare nel nostro seminario agrigentino seminaristi tanzaniani, idea che si concretizza positivamente con l’arrivo in diocesi nel 1984 dei seminaristi Peter Wissa e Liberatus Mwenda. Quest’ultimo, in ossequio allo scambio di sacerdoti tra chiese sorelle, rimarrà nella nostra diocesi di Agrigento per alcuni anni come parroco della chiesa di Santo Spirito in Canicattì. Intanto, nell’agosto del 1990 arrivano dalla Tanzania altri due studenti: Leonard Maliva e Luciano Mpoma. Luciano proviene dalla nostra parrocchia di Isimani, che ha già avuto la gioia di aver visto consacrare come primo sacerdote uno dei suoi figli: Alfons Mayemba (1987). La seconda ordinazione sarà quella di Ferdinand Fihoma (29 giugno 1994) e la terza quella dello stesso Luciano (26 luglio 1995). Dopo l’ordinazione, proseguirà gli studi di teologia presso l’Istituto Teologico S. Paolo di Catania e, pastoralmente, servirà ancora la chiesa agrigentina nella comunità ecclesiale di Canicattì.

L’invio di sacerdoti Fidei Donum continua con la partenza di Don Paolo Ferrante. La consegna del Crocifisso e del vangelo avviene nella cattedrale di Agrigento durante il conferimento del presbiterato ai diaconi Giuseppe Anello, Salvatore Castronovo, Nazareno Ciotta e Giovanni Lillo Sardella. Don Paolo servirà la chiesa di Iringa quasi quattro anni. Suoi sono molti dei dipinti realizzati nelle chiese dei villaggi di Ismani.

Anche Ragusa invia a Ismani un suo figlio: è Don Vito Intanno, che nel 1996 sceglie l’Africa per celebrare un “anno sabbatico”. Al ritorno in patria riprenderà la sua funzione di parroco a Vittoria. Nel mese di gennaio 1997, il vescovo di Iringa invia a Ismani un sacerdote locale, in qualità di vice parroco, per aiutare Don Angelo Burgio rimasto solo a seguire pastoralmente la parrocchia: è Padre Emanuel Myuki. Le sue condizioni di salute fisica non sono buone (ha avuto più di 10 interventi chirurgici!) e fa continuamente la spola tra Ismani e l’ospedale, compreso quello di Nairobi. Morirà il 1° novembre 1997 per un tumore al fegato.

Ancora una volta don Angelo rimane solo. La Provvidenza, dopo non molto, gli metterà accanto Don Luigi Mazzocchio della nostra diocesi agrigentina. Partito dall’Italia il 30 gennaio 1999, ha servito la parrocchia di Ismani fino al suo rientro in Italia nel 2004.

Da quella data a gestire la parrocchia di Ismani è rimasto Don Angelo Burgio affiancato dai viceparroci africani P. Ombeni, P. Vitalis e P. Herman, che si sono alternati in questi anni; Don Angelo ha terminato il suo mandato come parroco di Ismani il 25 dicembre del 2013.

Il 30 Dicembre 2013alla presenza di una delegazione della Diocesi di Agrigento formata da Don Luigi Mazzocchio, Don Dario Morreale e dal Seminarista Marco Farruggia, la Diocesi di Agrigento ha consegnato la parrocchia nelle mani della diocesi di Iringa, che ha nominato il nuovo parroco P. Alois Mdemu (vicario generale della Diocesi di Iringa). Così salutava Padre Luigi Mazzocchio, Direttore dell’Ufficio Missionario delegato dell’Arcidiocesi di Agrigento, in quella occasione:

A nome del Vescovo Francesco e di tutta la Diocesi di Agrigento, ringrazio Dio per tutto quello che ci ha donato affinché servissimo in questa terra credenti e non, cattolici, protestanti, musulmani e animisti. Ringrazio il Vescovo Tarcisio, il nuovo Parroco di Ismani P. Alois, il suo vicario P. Herman, Mintonia, Clementina, Emerenziana, Cecilia delle ALM e tutti i parrocchiani con cui abbiamo cercato il compimento della volontà di Dio. Ringrazio in modo particolare P. Angelo Burgio per il suo servizio instancabile offerto per 33 anni al popolo di Ismani, che, come Cristo, è stato sigillato dal suo sangue versato anche fisicamente su questa terra benedetta da Dio: una terra che tanto ha ricevuto quanto più ha dato alla nostra Diocesi. Continueremo a pregare per voi affinché siate sempre più graditi al Signore e possiate sviluppare ancor di più ciò che noi abbiamo realizzato, certi di aver fatto solo il nostro dovere come inutili servi di Gesù. Grazie. Dio vi benedica e vi protegga sempre.”

I sacerdoti agrigentini impegnati come Fidei Donum nella parrocchia di Ismani sono stati:

  • P. Saverio Catanzaro (1973-1982)
  • P. Saverio Taffari (1973-1980)
  • P. Angelo Burgio (1979-2012)
  • P. Filippo Mammano, della diocesi di Nicosia (1981-1990)
  • P. Ignazio Giunta (1981-1987)
  • P. Paolo Ferrante (1990-1994)
  • P. Luigi Mazzocchio (1999-2004).

In questi 39 anni di servizio pastorale, sono stati raccolti copiosi frutti spirituali e materiali: più di 15.000 battezzati, 5 sacerdoti, 3 religiosi, 18 religiose, comunità di base nei 22 villaggi. Tante le Celebrazioni liturgico- sacramentali e le opere di carità, come intensa è stata la formazione catechistica e spirituale. Sono state costruite: 16 chiese , 2 dispensari sanitari, 1 scuola secondaria, 1 primaria, 3 asili, 1 scuola di falegnameria, 2 scuole di sartoria, 3 mulini, 1 officina di fabbro ferraio, 1 ostello per gli studenti, un Centro culturale dotato di biblioteca, sala computer e laboratorio musicale e infine la Casa di accoglienza “Nyumba Yetu” per bambini sieropositivi o orfani dell’Aids.

La Diocesi di Agrigento ha accolto in Italia Sacerdoti, Seminaristi e Suore Teresine, ha collaborato con Associazioni laicali missionarie come le ALM e le AMI per opere di apostolato e di promozione sociale, ha inviato numerosi volontari tra i quali il cav. Zambuto ed il cav. Francesco Piscopo (che in questi 39 anni hanno rivestito il ruolo di amministratori della missione di Ismani), Giovanna Gelardi, Ivano Indelicato, di Agrigento, Lillo Gugliotta di Montevago, Augusto Sbaraglia di Roma, Maria Barbini di Venezia, Lina Russo, Selene Cimò, Roberta Zarbo e Alessandra Errore di Agrigento. Due volte l’anno – nel tempo estivo e in quello invernale – un folto gruppo di volontari laici, coordinati da Roberta Di Rosa e Mimmo Gambino, si è adoperato per realizzare i nostri progetti di sostegno a distanza, che nel corso degli anni hanno sostenuto circa 3000 famiglie, 2000 bambini, 900 studenti superiori, 100 seminaristi. Con la generosità di tanti benefattori, i volontari con le loro attività di animazione e manuali, hanno provveduto all’invio di molti containers e sostenuto la Missione nelle opere da realizzare. Con l’ausilio di Nyumba Yetu Onlus, coordinata fino al 2012 da Vicky Lipari, 4 bambini sono stati operati in Italia. Grazie agli amici milanesi di P. Angelo – in testa la ONG AVSI – è stato avviato un progetto di rifacimento e prolungamento dell’acquedotto.

Tra i laici missionari presenti a Isimani sicuramente un posto di riguardo hanno le volontarie delle ALM, che dal 1978 sono presenti a Usolanga – uno dei villaggi della parrocchia di Isimani – operando egregiamente nel campo sanitario, in quello educativo, sociale e pastorale.

Ad Usolanga le ALM tengono uno storico corso di taglio e cucito, integrato da altre materie quali la matematica, l’inglese, lo swahili, l’igiene, per favorire la promozione sociale della donna. Hanno avviato e gestiscono ancora oggi un dispensario diventando negli ultimi anni una sorta di ospedaletto che dispone di un ambulatorio, di una sala parto, di un laboratorio delle analisi e quattro stanze per degenza e per l’assistenza alla maternità. A poco a poco l’idea della clinica sembra trovare consensi e le donne vi si recano in numero sempre maggiore. Lì hanno l’opportunità di curarsi e di seguire corsi di educazione sanitaria ai fini di prevenzione. Molte vi partoriscono, anche se, per una legge governativa, per il primo parto e dal quinto in poi bisogna andare presso l’ospedale di Iringa, città che dista da Usolanga 70 km circa. Ad ogni modo, per i casi più gravi sono sempre le ALM ad accompagnare le partorienti in città usando una “Land Rover-Ambulanza” ricevuta in omaggio dall’associazione ALMA (Associazione Laici Missionari Agrigentini). Nell’ambito educativo, ricordiamo la realizzazione di un asilo, di una scuola elementare e da pochi anni una scuola secondaria. Nell’impegno sociale le ALM si sono distinte anche per la realizzazione di due mulini nei villaggi di Usolanga e di Makadupa e di un frantoio per l’estrazione dell’olio dai semi di girasole.

Numerose le Associate e le Volontarie ALM che hanno prestato, o che a tutt’ora prestano, la loro opera missionaria a Usolanga con diverse mansioni: Maria Ausilia Testa, Nives Labinaz, Maria Salis, Clementina Iezzi, Mintonia Demuru, Rita Gallo, Agnese Valente, Socorro de La Cruz, Angela Guglielmi, Angela Conventini, Emanuela Verderosa, Cosima Stano, Franca Zuliani, Chiara Serra, Giuseppina Russo e Teresina Kipinga, la prima a salire in cielo (30-11-1995).

Insieme a questi non possiamo dimenticare i volontari laici che si sono occupati della gestione di Nyumba Yetu: Augusto Sbaraglia, amministratore della casa che ha terminato il suo mandato a dicembre 2012, le missionarie Angela e Sheela e la volontaria Luciana, tutte delle AMI, che dall’apertura al febbraio 2012 hanno gestito l’aspetto logistico e sanitario della casa lasciando il posto alla missionaria delle ALM Clementina Iezzi, che attualmente si occupa dell’aspetto sanitario, alla volontaria Cecilia Barsena che si occupa della logistica, insieme alla volontaria referente per la casa della Diocesi di Agrigento Lina Russo.

In ultimo e non per ultimi un Grazie va a tutti i volontari che dalle origini della missione ad oggi si sono impegnati per la promozione missionaria, per le raccolte, e tutte le attività in favore della missione di Isimani, in particolare ricordiamo il lavoro svolto dai volontari dell’ALMA associazione laici missionari Agrigento e i volontari della Delegazione diocesana per la missione Agrigentina di Ismani, che anche dopo la consegna della parrocchia al sacerdote africano, portano avanti i progetti di sostegno, promozione umana e sociale, alla popolazione di Isimani.

La collaborazione con la Diocesi di Iringa continuerà per i prossimi anni, mantenendoci in stretto contatto con il Vescovo, Mons. Tarcisius. Restano quindi attivi il sostegno a distanza, le borse di studio, le cure ai bambini malati, l’accoglienza dei bambini orfani ed i cui genitori sono morti di AIDS.

Clicca qui per capire chi siamo oppure clicca qui per capire come funziona Nyumba Yetu. Qui invece puoi vedere dove siamo, in Africa ed in Italia.

.