Elettricità per Nyumba Yetu

Nel 2010 è stata completata l’iniziativa finalizzata al fundraising ed alla installazione di un impianto fotovoltaico a servizio dell’ospedaletto di Nyumba Yetu e del dispensario sanitario della Missione di Ismani.

Il problema

Nessuno dei villaggi di Ismani è raggiunto dalla rete elettrica. La struttura della Missione e la casa Nyumba Yetu si sono dotate nel tempo di due gruppi elettrogeni, in modo da garantire il funzionamento delle lavatrici e di quant’altro necessario a garantire livelli minimi di igiene in un ambiente caratterizzato da una continua emergenza sanitaria. Tuttavia i gruppi, a causa degli elevati costi di esercizio, possono essere attivati per sole 3 ore al giorno e ciò rende impossibile sia l’attuale corretto funzionamento dell’ospedaletto di Nyumba Yetu e del dispensario sanitario della Missione, che lo sviluppo dei servizi offerti dalle due strutture.

L’apertura di un laboratorio di analisi presso l’ospedaletto (le apparecchiature sono già state acquistate) e del reparto maternità presso il dispensario sanitario (lo richiede il Governo per continuare a mantenere aperta la licenza della struttura) restano, senza una fornitura continua di energia elettrica, solo dei sogni.

Il fundraising

Per far fronte alla situazione di stallo appena descritta, il Coordinamento Volontari ha promosso ed attuato un’iniziativa di fundraising che ha avuto come obbiettivo la soluzione del problema dell’approvvigionamento H24 dell’energia elettrica per le due strutture sanitarie della Missione e di Nyumba Yetu.

Il progetto, predisposto nel 2009 dagli ingg. Ivano Midulla di Saiphil Sunny Srl e Maurizio Sorce di Siciliacque Spa, prevedeva l’installazione di un sistema fotovoltaico stand alone, cioè non connesso alla rete, sulla copertura del dispensario sanitario della Missione. Il sistema era dimensionato per addurre energia elettrica allo stesso dispensario ed all’adiacente ospedaletto di Nyumba Yetu.

Il costo del sistema, utilizzando alcuni tra i migliori materiali in commercio ed usufruendo di prezzi speciali riservati all’iniziativa umanitaria, era di € 34.300,00. A questo bisognava aggiungere il costo del trasporto dei materiali dall’Italia alla Tanzania (circa € 5.000,00) ed il costo necessario per l’installazione con manodopera italiana volontaria (€ 1.500,00 x n°4 installatori = € 6.000,00 considerando soltanto viaggio, vitto e alloggio). Il costo totale del progetto era quindi di € 45.300,00.

Alle sollecitazioni del Coordinamento Volontari hanno risposto Aziende, Ordini Professionali e privati, che hanno versato le somme necessarie per l’acquisto dei materiali (€ 34.300,00). L’elenco che segue mostra un riepilogo dei contributi raccolti.

Il costo del container necessario al trasporto dei materiali dall’Italia alla Tanzania (circa € 5.000,00) è stato invece sostenuto dall’Ufficio Missionario di Agrigento. L’installazione, nel luglio 2010, è stata infine curata da Maurizio Sorce di Siciliacque Spa, Francesco Sardella di SAI di Sardella Francesco & C. Snc, Alessandro Cottone e Dario Nigrelli di Saiphil Sunny Srl, che si sono fatti carico dei costi di viaggio, vitto e alloggio (circa € 6.000,00).

Il progetto

Si è scelto di posizionare il sistema fotovoltaico, di potenza nominale pari a 6,12 kW, sulla copertura del dispensario sanitario della Missione, installando i moduli complanari alla copertura (garantendo quindi l’autopulitura dei moduli durante la stagione delle piogge, che è intensa nel periodo che va da dicembre a maggio) ed orientati a nord (la Tanzania è nell’emisfero australe).

L’energia (continua) prodotta dai moduli fotovoltaici montati sulla copertura è poi trasferita, attraverso i cavi solari, al locale tecnico ubicato nello stesso edificio, presso il quale è ospitato il sistema di regolazione, di accumulo e di trasformazione dell’energia continua in alternata.

Il sistema è suddiviso in due impianti indipendenti (impianto 1 da 3,06 kWp ed impianto 2 da 3,06 kWp), ciascuno in grado di produrre (n.17 moduli 1 e n.17 moduli 2), trasportare (cavi solari 1 e cavi solari 2), regolare (n.1 regolatore di carica 1 e n.1 regolatore di carica 2) accumulare (n.24 batterie 1 e n.24 batterie 2), trasformare (n.1 inverter 1 e n.1 inverter 2) ed addurre (cavi 1 e cavi 2) l’energia elettrica allo stesso dispensario (struttura 1) ed all’adiacente ospedaletto di Nyumba Yetu (struttura 2). Il collegamento delle due strutture ai due impianti è invertibile (la domanda di energia della struttura 1 può essere soddisfatta sia dall’impianto 1 da 3,06 kWp che dall’impianto 2 da 3,06 kWp) ed una configurazione software degli inverter consente di unire gli impianti in un unico sistema in grado di addurre contemporaneamente energia ad entrambe le strutture (la fornitura della struttura 1 e della struttura 2 è soddisfatta dall’unico impianto da 6,12 kWp costituito dall’impianto 1 e dall’impianto 2).

Nel caso di un sistema fotovoltaico stand alone, il corretto dimensionamento è particolarmente importante, in quanto da esso dipende in maniera significativa il rapporto costo/prestazioni dell’impianto e la possibilità di soddisfare il fabbisogno elettrico delle utenze. La determinazione della taglia del sistema fotovoltaico è stata effettuata analizzando il profilo del carico e le specifiche di soleggiamento del sito in cui sarebbe stato collocato l’impianto: il generatore è stato dimensionato in modo che l’energia prodotta giornalmente e quella consumata al più si equivalgano, mentre il sistema di accumulo e’ stato progettato in modo tale da garantire, in assenza di produzione, la fornitura di energia per un massimo di 4 giorni alle utenze privilegiate (frigoriferi, congelatori) e l’illuminazione notturna interna.

Oltre all’energia elettrica per il dispensario sanitario della Missione (struttura 1) e per l’ospedaletto della casa di accoglienza Nyumba Yetu (struttura 2), l’impianto è in grado di garantire l’illuminazione notturna delle case che ospitano i bambini (ovviamente anche queste non raggiunte dalla rete elettrica). A tal scopo, LED a basso consumo sono stati installati nei locali comuni e nei bagni di ciascuna delle case, in modo da assicurare una più efficace assistenza agli ospiti.

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